Minieolico, Eolico


2013  l'anno del minieolico

è uno dei sistemi di produzione di energia che ha maggiori opportunità di sviluppo nei prossimi anni, grazie allo sviluppo che c'è stato nel settore delle turbine, le quali garantiscono la possibilità di soddisfare qualunque tipo di esigenza e grazie anche alla legislazione che ha semplificato dal punto di vista burocratico e incentivato dal punto
di vista economico questo tipo di installazioni. Quando si parla di mini-eolico si intende
la costruzione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonte eolica (sfruttando l'energia del vento) con turbine di taglia compresa tra 1 e 200 kW. Sopra i 200 kW si parla di eolico di grande taglia con aerogeneratori fino a 2-3 MW su terra e anche fino a 10 MW per impianti off-shore.
Per gli impianti da 1 a 6 kW si parla spesso anche di eolico domestico.
Un impianto eolico per uso domestico è costituito da un aerogeneratore che può essere ad asse orizzontale o asse verticale. Mentre per il grande eolico il tipo di aerogeneratori è esclusivamente ad asse orizzontale, per il mini eolico e quindi per gli impianti domestici si parla sempre di più anche di aerogeneratori ad asse verticale.
Gli aerogeneratori ad asse orizzontale sono i classici che vediamo lungo i crinali o nelle vallate, sono normalmente composti da 3 pale ed hanno la caratteristica di direzionarsi nella direzione del vento, in modo da catturare quanto più vento possibile con le pale e quindi produrre il massimo di energia elettrica. Gli aerogeneratori di grande taglia usano un motore comandato in base alla direzione della banderuola posizionata sulla sommità dell'aerogeneratore per posizionarsi nella direzione del vento. Quelli per mini eolico invece sono dotati di una banderuola che gli permette di direzionarsi in maniera automatica
(è il vento stesso che li direziona).

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Gli aerogeneratori ad asse verticale nascono per cercare di ovviare ad alcune problematiche     dei mini generatori ad asse orizzontale. Vicino a terra infatti il vento è più turbolento, cioè non mantiene una direzione costante per un tempo ragionevole e viene a folate, e a raffiche questo   fa diminuire molto l'efficienza degli aerogeneratori ad asse orizzontale. Gli aerogeneratori ad asse verticale con la loro capacità di riuscire a prendere il vento da ogni direzione (non si devono direzionare), riescono ad ovviare a questo problema, garantendo nel contempo una maggiore producibilità a bassi regimi di vento, una minore rumorosità e anche minori vibrazioni che ne permettono l'applicazione anche sui tetti. Siano orizzontali o verticali, gli aerogeneratori hanno al loro interno un alternatore che fatto girare dalla forza del vento produce elettricità. Più elevata è la posizione della turbina più veloce sarà il vento e maggiore sarà la Resa.

Dopo mesi e mesi di vicissitudini, finalmente è stato firmato il tanto atteso decreto sulle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche che regolerà il settore, anche del mini eolico, per i prossimi 3 anni a partire da Gennaio 2013. L’uscita dei nuovi decreti ha portato insoddisfazione in tutti i settori delle rinnovabili, ma noi come associazione di settore del minieolico, siamo fiduciosi. L’incertezza che regnava precedentemente era controproducente e bloccava qualunque iniziativa in corso. Gli imprenditori aspettavano di sapere come si sarebbero evolute le tariffe incentivanti, enessuno pianificava gli investimenti, in un settore dove notoriamente gli istituti bancari non finanziano praticamente nessun progetto. Ora abbiamo un quadro certo, gli incentivi sono interessanti e la loro durata sicuramente favorisce le macchine di maggior qualità. Come associazione ci siamo confrontati per mesi con il Governo e molte delle nostre richieste sono state accolte, ovviamente non tutto è positivo. Avevamo chiesto maggior differenziazione di tariffe con un occhio di riguardo verso il microeolico, speravamo nella possibilità congiunta per i piccoli impianti dell’incentivazione e dello scambio sul posto ed anche quote incentivabili annuali separate dal grande eolico ma comunque possiamo ritenerci soddisfatti e guardare al futuro con ottimismo. Il minieolico in Italia non è mai decollato veramente, complice la forte concorrenza del più efficiente, meno costoso e soprattutto più gestibile fotovoltaico.

A fine del 2011 secondo la ricerca del Politecnico di Milano (Wind Energy Report)
l’installato in Italia era di circa 13 MW ed è probabile che si raddoppierà nel corso del 2012. Pensiamo però che nei prossimi 3 anni sia possibile crescere almeno al ritmo di 30 MW l’anno coerentemente con la tariffa incentivante e la concorrenza interna dell’eolico fino a 5 MW.
La distribuzione degli impianti resterà quella attuale con il 70% delle installazioni nel sud Italia,
25% nel centro e solo il 5% nel nord ed in particolare circa 34% in Puglia,
25% in Campania, 14% in Basilicata, 10% in Sardegna ed il restante nelle altre regioni.
Il nuovo decreto si può sintetizzare in questo modo:
Tariffa incentivante per 20 anni (precedentemente e fino alla fine dell’anno è di 15 anni).
Tariffe differenziate per fasce di potenza:
Con queste tariffe ed un costo medio dell’installato compreso fra i 3.500,00 ed i 4.000,00
Euro/kW i rendimenti si attesterebbero intorno al 6-7% per le località ventose e circa il 10% per i luoghi molto ventosi.
Ovviamente le macchine con una stima di crescita più alta saranno quelle con potenze ai limiti dei vari regolamenti ed in particolare le 20kW e le 60kW. I soggetti che maggiormente
contribuiranno alla crescita di questo mercato sono quelli che già attualmente sono i clienti
maggiormente sensibili ed in particolare: agriturismi, country houses, camping, aziende agricole e vinicole, centri commerciali e sportivi, porti e centri logistici, piccole imprese.
I fattori che invece tendono a rallentare il mercato sono:
- Mancanza di finanziamento da parte delle banche (il minieolico è ritenuto un                investimento rischioso come il fotovoltaico all’inizio).
- Burocrazia ancora troppo farraginosa e non allineata con le normative nazionali.
Passando alle note positive non possiamo non citare la grande partecipazione dell’Italia alla
filiera costruttiva, di progettazione ed installazione del minieolico. Con oltre 150 aziende
coinvolte sicuramente il minieolico parla italiano e crediamo che si farà sentire anche all’estero. Le basi ci sono e non possiamo quindi che augurare un roseo futuro al minieolico.